Essere sempre disponibili è dannoso?

Sembra essere quasi s’obbligo essere eccessivamente disponibili e attenti nei confronti degli altri.
Questo ovviamente non vale per tutte le persone ma per qualcuno in particolare.
Mi riferisco alla persona che sta sempre attenta al giudizio degli altri. A ciò che gli altri pensano di lei.

Rivolgendo sempre lo sguardo all’esterno perde di vista se stessa. Prende i giudizi degli altri come fonte di identificazione personale e quindi fa di tutto per piacere agli altri. Fa di tutto perchè gli altri abbiano una buona opinione di lei. In gergo tecnico fa la prostituta relazionale, ovviamente nel senso lato del termine prostituta. Perchè pur di essere accettata dagli altri fa qualsiasi cosa le chiedono. Lei sta svolgendo una mansione lavorativa e qualcuno la chiama? Il collega il capo lei mollo tutto e va in aiuto. In famiglia nessuno si assume l’onere di fae qualcosa? Pronti è la prima a partire. E’ a casa con la propria famiglia ma qualcuno la chiama, lei va. Senza di lei gli altri non fanno nulla ma anche perchè lei c’è sempre. Ogni volta che gli altri schioccano le dita lei va, perchè ci tiene che gli altri abbiano un buon giudizio di lei. Il suo motto è: Essere sempre disponibili!

Il problema è che se all’inizio gli altri chiedono un favore poi inizieranno ad avere aspettative e a pretendere la sua disponibilità.

E che cosa accade quando una persona eccessivamente disponibile
inizia a negare agli altri ciò che gli ha dato finora?

Che gli altri si dileguano e non la considerano più. Si crea il vuoto. Questo avviene perché si è instaurato un rapporto sulla base di ciò che si da e non di ciò che si è. Ciò accade in svariati contesti. Perché la persona qui non sa dire di no e pensa che se dirà di no gli altri la escluderanno. E in virtù di questo però crea delle relazioni patologiche.

Cosa fare se ti trovi in ciò che ho spiegato?

Inizia a recitare dopo di me: Vorrei, ma non posso.