Difficoltà di apprendimento:
una panoramica sui possibili effetti

Difficoltà di apprendimento sono: Sono problematicità scolastiche di tipo lieve (lettura, scrittura, calcolo). Queste si possono manifestare anche in assenza di  disturbi specifici dell’apprendimento e non hanno una specificità tale da permetterne una diagnosi.

Disturbi specifici dell’apprendimento (DSA): Si configurano invece come un gruppo di disturbi. Portano significative difficoltà nell’acquisizione e nell’uso di abilità di ascolto, espressione orale, lettura, ragionamento e matematica. Sono la: dislessia, disortografia, disgrafia, discalculia.

Spesso il bambino che presenta disturbi dell’apprendimento è quello che non va molto bene a scuola. Ha un sistema sensoriale integro, ha avuto l’opportunità di imparare, non è disturbato e non presenta ritardo mentale.

I disturbi e/o le difficoltà di apprendimento non colpiscono solo l’ambito scolastico, ma ogni momento della vita del bambino e del mondo con cui si relaziona: famiglia, gruppo di coetanei, scuola ecc.

Il disagio, la frustrazione, la scarsa fiducia in se stessi, la demotivazione e i problemi della condotta sono una possibile conseguenza delle difficoltà di apprendimento. Il bambino, infatti, si rende conto di quanto sia difficile per lui imparare nonostante l’impegno.

I disturbi dell’apprendimento e le difficoltà di apprendimento si caratterizzano quindi per la frequente presenza di:

  • Frustrazione
  • Ansia
  • Tensionedifficoltà di apprendimento

Forse non molti sanno che i bambini ed i ragazzi che manifestano disturbi dell’apprendimento, difficoltà di apprendimento o di approccio allo studio spesso possiedono un quoziente intellettivo nella norma e talvolta superiore ad essa.

Talvolta in riferimento ai tali situazioni si sente dire : ” se si impegnasse di più, potrebbe ottenere migliori risultati”, “non studia!”, “non si applica” ecc..

In alcune circostanze proprio cercando di sollecitare, in buona fede, il bambino si ottengono i peggiori risultati, come diceva Oscar Wilde: “con le migliori intenzioni sono state fatte le peggiori cose.”

In queste situazioni i ragazzi non portano solo il peso delle loro difficoltà ma sentono anche la responsabilità e il senso di colpa per non aver fatto abbastanza.

Il protratto insuccesso va ad incidere negativamente sull’autostima, sul senso di autoefficacia e sulla fiducia in se stessi, facilitando lo strutturarsi di comportamenti inadeguati. Alcune esempi sono: aggressività, disturbo in classe, opposizione. Dal punto di vista emotivo-relazionale potrebbero insorgere difficoltà a relazionarsi con i coetanei, che manifestano abilità migliori delle loro, e frequenti episodi d’ansia.

Un’adeguata diagnosi può essere d’aiuto nel far comprendere che i DSA devono essere percepiti come modalità di funzionamento mentale e non come malattie. Ma solo questo a volte non basta proprio perché le difficoltà scolastiche spesso nascono assieme all’ansia, a difficoltà relazionali ecc. Aiutare il ragazzo a superare questo momento di crisi e a creare un equilibrio psico-fisico diventa ora necessario. 

L’intervento deve mirare al potenziamento del senso di autostima e di autoefficacia del bambino permettendogli di produrre una nuova ridefinizione del problema stesso e di se stesso. Non è un malato!
Le difficoltà di apprendimento non sono un tumore incurabile, con adeguate strategie si possono superate!

Essere insegnati e genitori informati per evitare con le migliori intenzioni di peggiorare la situazione:

Spesso insegnanti e genitori invitano il ragazzo a studiare, ad esser più responsabile ottenendo come risultato un forte senso di frustrazione sia in se stessi che nell’altro.. questo modo di agire non è d’aiuto e occorre trovare delle strategie alternative che generino benessere nell’incontro con l’altro e non rabbia o malcontento. Una persona deve essere invogliata a fare qualcosa e non costretta!

Il ruolo dello psicologo clinico

Il compito dello psicologo sarà quello di valorizzare maggiormente le aree di competenza del bambino. Occorre lavorare sulla sua autostima, facilitando l’abbassamento dell’ansia da prestazione e il suo ingresso a scuola che talvolta diventa assai difficile per i motivi citati prima.
Il tutto deve esser fatto in tempi brevi al fine di non far perdere al ragazzo mesi di scuola.

Ne conseguiranno un efficace capacità di problem solving che coinvolgeranno l’aspetto: cognitivo, emotivo, relazionale e comportamentali.

Non dimentichiamoci che se, al contrario, il bambino continuerà a costellarsi di insuccessi non potrà  fare altro che dubitare nelle proprie capacità. Ogni prova, anche la più semplice sembrerà per lui ardua o impossibile da superare…

“L’uccello che sia stato invischiato in un cespuglio, prende a dubitare,
con le ali tremanti, di ogni altro cespuglio che veda.”
William Shakespeare