La Demenza
e il Morbo di Alzheimer

alzheimerLa demenza di Alzheimer si manifesta come un declino progressivo che distrugge le cellule del cervello, provocando problemi di memoria e delle altre funzioni intellettive.
Le modificazioni non sono reversibili si verifica tra i 40 e i 90 anni circa, più spesso verso i 65.
Ha durata media di 8-10 anni ed è la forma di demenza che maggiormente colpisce le persone con Sindrome di Down a partire dai 30 anni circa.

La persona con demenza di Alzheimer, in particolare, vive una situazione di disorientamento che riguarda la definizione di se, le sue relazioni, il movimento nello spazio.
Il tentativo di mantenersi aggrappato alla propria identità che a poco poco sfugge, si dissolve e cambia forma spesso diventa una vera e propria lotta.

La demenza di Alzheimer è quella che colpisce maggiormente la nostra popolazione, tuttavia non è l’unica:

 

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Le demenze in generale e comunemente si manifestano come un lento e progressivo deterioramento delle strutture cerebrali, nel corso del quale la persona va incontro alla perdita delle abilità intellettive e cognitive che sono state acquisite nel ciclo di vita.

Essa causa la compromissione delle capacità di eseguire le attività acquisite in precedenza quali:
quella di mantenere un comportamento sociale adeguato; quella di controllare le proprie reazioni emotive; quella di comunicare e di relazionarsi; l’autonomia della gestione delle attività quotidiane.

A livello comportamentale la demenza si manifesta con: stato confusionale, ipersonnia, irrequietezza, sregolatezza nel mangiare, aggressività, depressione, deliri, problemi del linguaggio, allucinazioni ecc.

Di fondamentale importanza in caso di sospetta demenza, oltre a rivolgersi agli appositi CDC del territorio per verificarne la presenza.

Il ruolo dello Psicologo Clinico

Mantenere le abilità residue della persona e fornire sostegno psicologico sia alla persona affetta da demenza che ai suoi familiari.
Individuare strategie di risoluzione dei problemi al fine di mantenere un buon livello di benessere e di qualità di vita dell’intero nucleo familiare.

Un’adeguata formazione in merito ai comportamenti facilitanti da mettere in atto serviranno a mantenere il benessere sia della persona affetta da demenza che del suo interlocutore

“La demenza non può riconoscere sé stessa, nello stesso modo con cui la cecità non può vedersi.”
Lucio Apuleio