Come evitare di soffrire?

Cercare di non soffrire è già soffrire. Chi ha vissuto un evento traumatico, un lutto, una separazione, una rottura autobiografica ossia un interruzione del percorso di vita solitamente cerca di evitare di provare dolore. Eppure il dolore è un’emozione e le emozioni non possono essere razionalizzate. Non possono essere rinchiuse all’interno di una pentola a pressione. Più le emozioni vengono chiuse in noi stessi più sarà forte l’effetto che avranno la volta in cui o esploderanno o imploderanno.

Una delle cose più difficili che dobbiamo chiedere alla persone che hanno vissuto un evento traumatico e doloroso è proprio di soffrire.

Direte voi: “Perché se già soffro devo soffrire ancora di più?”

Perché solitamente non si concedere realmente il dolore e di soffrire.

Se ci fate caso ciò che pare essere la cosa migliore nella società di oggi è sapere elaborare un evento traumatico il più in fretta che si può. Più sai reagire agli eventi stressanti in modo veloce meglio è. Meno ti lasci trascinare dalle sensazioni meglio è. Meno ti fai vedere dagli altri triste meglio è. E sebbene questo, in parte, possa essere giusto, non bisogna dimenticarsi che se qualcosa ci ha fatti stare male, se qualcosa dentro di noi muove l’emozione del dolore, questo va vissuto.

Se il dolore non viene vissuto prima o poi imploderà o esploderà distruggendo ciò che sta attorno o ciò che sta dentro. Il dolore non può essere dimenticato. Il dolore non può essere accantonato, Il dolore non può essere elaborato razionalmente perchè è un’emozione. Va attraversato e nessuno può farlo al posto nostro. Perchè ogni volta che cerchi di non provare dolore stai già provando dolore. E anche se ti occupi le giornate, fai molte attività, vai a lavorare, quando è sera e sei a casa, nella penombra della tua stanza quando stai andando a letto i ridordi sono più facili a tornare. Quando le emozioni si fanno più vivide il dolore bussa alla tua porta. Che tu lo voglia o no lui entrerà e magari non ti lascia dormire oppure ti fa fare incubi o anche ti fa piangere. Questo accade quando si cerca di tenere dentro noi il dolore, per qualche ora magari tace ma prima o poi deve farsi sentire.

Come facciamo quindi a superare un lutto, una separazione, un evento stressante, un evento traumatico, un incidente, un licenziamento?

Chi ha vissuto tutte queste cose sa che nel momento esatto in cui ha ricevuto la comunicazione o si è verificato l’evento, il dolore che ha provato e le emozioni che ha provato sono state talmente tanto forti, talmente tanto intense, talmente tanto dolorose che non le vuole più provare. Eppure proprio cercando di non provarle le riprova. Diversamente se il dolore viene vissuto in prima persona, se dapprima l’evento doloroso viene vissuto un pò come se fosse la prima volta, via via che passano i giorni il dolore si riduce. Fino a che si arriverà ad un giorno in cui non è che l’evento che ha creato dolore si dimentica, ma semplicemente si prende distacco. Per poter rivivere l’evento stesso, per poter ricordare la persona, per poter ricordare ciò che siamo stati. Permettendoci di provare nostalgia, di provare un’emozione dolorosa ma di minor intensità, e non sarà mai la stessa della prima volta. Provate a pensare a quando accado dei lutti, a quanto si sta male. Pensate a quello che succede alle persone quando perdono una persona cara, inizialmente soffrono tantissimo, ma con il passare dei mesi e degli anni le persone provano nostalgia, sentiranno la mancanza, proveranno ancora dolore ma mai come la prima volta. Questo accade quando il dolore viene elaborato, quando la sfortuna di aver perso qualcosa si trasforma nella fortuna di averla avuta.

Spesso poi con il passare del tempo, quando le cose sono state elaborate, ci si accorge che proprio in virtù di ciò che c’è accaduto siamo più forti.

Quante sono le persone che quando vengono licenziate si disperano e poi proprio in virtù di quel licenziamento iniziano ad innescare un processo di cambiamento che li porta a diventare imprenditori di se stessi. Perchè, come diceva Hemingway:

“il mondo spezza tutti e poi molti sono forti nei punti spezzati”

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